Quesiti

L’affidamento delle ceneri a un figlio minorenne

Risponde l’avv.  Marinella Bosco

“Associata alla SOCREM Torino, sono  madre divorziata ed unico genitore affidatario di un figlio quattordicenne. Il ragazzo condivide la mia scelta per la cremazione e, recentemente, ha espresso il desiderio di poter poi tenere egli stesso le mie ceneri con sé. Si tratterebbe dunque di un affidamento di ceneri, ma siccome per ora è ancora minorenne mi potete indicare se questo affido sarebbe possibile? C’è un modulo apposito per manifestare questa mia volontà? Il padre del ragazzo (che è contrario alla cremazione)  potrebbe opporsi? So che le associazioni dedicate alla cremazione, come la SOCREM Torino, esercitano per proprio statuto e per legge la funzione di esecutore testamentario e sono tenute, dall’Ordinamento, a far rispettare quelle volontà del defunto che siano legittimamente valide.”

 

La questione è di interesse generale, pur nella sua specificità, perché implica il rispetto e l’applicazione di alcune norme della disciplina successoria e di altre proprie della disciplina familiare.Preliminarmente occorre chiarire che la capacità di un soggetto di ricevere un bene in eredità (e dunque anche le ceneri materne) prescinde dalla maggiore età. Infatti, l’art. 462 del codice civile attribuisce al minorenne, non solo fin dalla nascita, ma addirittura fin dal concepimento, la capacità giuridica di ereditare anche se dovrà attendere la maggiore età per poter, a sua volta, disporre dei propri beni per testamento.Occorre però esaminare se l’espressione di volontà che la socia rivolge al Presidente SOCREM con l’apposito modulo di affido in custodia delle proprie ceneri al figlio sia o meno un testamento. Tecnicamente non lo è perché l’art. 587 codice civile definisce il testamento “un atto revocabile con il quale taluno dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o di parte di esse”, mentre il modulo è una richiesta rivolta al Presidente della SOCREM. Il contenuto del modulo, però, è una dichiarazione di volontà che risponde formalmente a tutti i requisiti che l’art. 602 cod. civ. pretende per il testamento olografo: scrittura di proprio pugno, apposizione della data e della firma. Dunque, la scrittura con cui il socio SOCREM sceglie di affidare l’urna con le proprie ceneri al figlio è valida in forza della seguente norma “Le disposizioni di carattere non patrimoniale, che la legge consente siano contenute in un testamento, hanno efficacia, se contenute in un atto che ha la forma del testamento, anche se manchino disposizioni di carattere patrimoniale”. Non sopravvaluterei poi la posizione di opposizione dell’ex marito: il nostro codice civile, all’art. 471, prevede che i minorenni debbano acquistare l’eredità “con beneficio di inventario”. Non entro nello specifico della procedura, ma rassicuro l’associata: della situazione dovrà essere informato il Giudice tutelare (art. 320 cod. civ.), che ha la precipua funzione di tutelare l’erede minorenne da eventuali abusi che potrebbero essere commessi da chi, forte della capacità genitoriale o della tutela, potrebbe violare i suoi diritti. Questo quadro normativo è confortante per l’associata, perché significa che le sue volontà saranno rispettate ed il padre non potrà sottrarre le ceneri al figlio minore né impedirgli di custodirle né, tanto meno, alienarle.

 

Un pensiero su “Quesiti

  1. Mi sembra giusto affrontare con i figli anche questi discorsi, specialmente se sono proprio loro stessi a chiederci di aiutarli a capire. Credo che tanti ragazzi siano più maturi di quanto immaginiamo.

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