L’importanza della dichiarazione di volontà

Risponde l’avv.  Marinella Bosco

“Mia madre, benché per molti anni associata alla SOCREM Torino non depositò mai una dichiarazione puntuale in merito alla destinazione delle sue ceneri; in un’occasione, però, mi disse che immaginava le proprie ceneri sparse nel verde del parco cittadino che ammirava dalle finestre di casa sua. Quando morì, due anni fa,  siccome non ero del tutto convinta di voler disperdere ciò che di concreto e tangibile mi restava di lei, presi la decisione di tumularne l’urna al Tempio. Anche se il  ricordo di chi non c’è più alberga nell’anima di chi resta, ogni volta che le porto un fiore in quel luogo di raccoglimento ancora adesso sento di ritrovarla lì quasi fisicamente e questa sensazione, che a dirla sembra una banalità,  è invece forte e molto dolce allo stesso tempo. Mi è rimasto però il  dubbio di aver assecondato una mia necessità affettiva più che la volontà di mia madre, sebbene lei non si fosse espressa in modo inequivocabile, perciò domando se dal punto di vista normativo oggi mi sia possibile, eventualmente, chiedere la dispersione delle sue ceneri.”

Nel caso di dichiarazione verbale resa in vita dal defunto, sono i congiunti (coniuge e parenti di primo grado come figli e genitori) che, al momento delle esequie, possono manifestare la volontà del defunto in merito alla dispersione delle ceneri, nonché del luogo della dispersione, mediante dichiarazione ritualmente resa di fronte a pubblico ufficiale. Sul ruolo dei congiunti in questo frangente, è bene fare chiarezza: quando dichiarano la scelta della  destinazione delle ceneri del loro caro, essi manifestano non la propria volontà ma quella della persona defunta. Proprio perché si tratta di attestare la volontà del de cuius,  e lo si fa al momento delle esequie, non possono i congiunti decidere – in un secondo tempo – di disporre una nuova destinazione delle ceneri se questa contraddice la volontà espressa dal defunto.
La normativa vigente in materia definisce che le ceneri possano essere oggetto o di “conservazione” o di “dispersione” in natura.
Per quanto riguarda la conservazione, in ambito cimiteriale le ceneri possono essere custodite in una celletta del Tempio Crematorio o di un altro cimitero, in una tomba di famiglia o in un cinerario comune (manufatto di sepoltura collettiva per la conservazione indistinta e perpetua delle ceneri); al di fuori dell’ambito cimiteriale, le ceneri possono essere affidate ai familiari per la custodia presso l’abitazione.
In merito alla dispersione in natura, preciso che la dispersione può avvenire, ai sensi del comma 1 dell’art. 3 della L. 130/01, solo previa autorizzazione dell’Ufficiale di stato civile che la rilascia in base ai singoli regolamenti comunali. Quindi, a Torino, ad esempio, in attesa che siano individuate zone extracimiteriali idonee, è consentita la dispersione esclusivamente nel Luogo del Ricordo, situato all’interno del Cimitero Monumentale (nei pressi del Cinerario comune).
Per non lasciare i congiunti nell’incertezza e per evitare che la scelta tra la conservazione o la dispersione delle proprie ceneri debba dipendere dall’arbitrio altrui, la SOCREM attesta per i soci non soltanto le dichiarazioni di volontà di cremazione ma anche quelle relative alla destinazione finale delle ceneri. La modulistica utile a redigere le dichiarazioni è disponibile presso la segreteria del Tempio ed è anche reperibile nel sito www.socremtorino.it alla voce “ESSERE SOCI”.

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