Le ceneri al cimitero o ai famigliari?

Risponde l’avv.  Marinella Bosco

“Sono vedovo e vorrei sapere se posso decidere che le mie ceneri vengano conservate dai miei familiari nella casa che attualmente abito e che lascerò in eredità a mia figlia”.

È possibile conservare un’urna cineraria in un luogo diverso dal cimitero, perché lo consente la Legge n° 130 del 30 marzo 2001, che ha profondamente innovato la normativa precedente (art. 340 del Testo Unico Leggi Sanitarie vale a dire il Regio Decreto 1265 del 1934). Va detto che la questione è stata lungamente dibattuta in dottrina e in giurisprudenza e solo dopo il  parere 2957/3 del 29 ottobre 2003 emesso dal Consiglio di Stato la Legge 130/2001 può dirsi compiutamente attuata nella parte dedicata all’affido famigliare delle ceneri.
Dal punto di vista operativo, per attuare la volontà espressa dal nostro Socio secondo la disciplina di cui alla lettera e) del comma 1 dell’art. 3 della Legge 130/01, ribadita dalla Legge regionale 20/2007, occorre il rispetto del seguente protocollo operativo: le volontà del defunto devono essere espresse in modo inequivocabile; l’urna, sulla quale saranno apposti i dati anagrafici del defunto, dovrà essere, e rimanere, sigillata in maniera tale da impedire la profanazione delle ceneri; la consegna dell’urna al familiare custode dovrà essere verbalizzata ex art. 81 DPR 285/90; il luogo di collocazione dell’urna dovrà essere garantito dal pericolo di profanazione.
Si consideri che la custodia dell’urna cineraria non è solo un onore per il soggetto affidatario, ma comporta anche l’assunzione di alcuni obblighi nei confronti del Comune, che rimane il titolare formale ed istituzionale della funzione cimiteriale. Infatti, l’urna deve essere conservata in luogo confinato e stabile, protetta da possibili asportazioni, aperture o rotture accidentali. Si consideri che l’autorizzazione all’affidamento di un’urna cineraria non costituisce, in sé, autorizzazione alla realizzazione di un colombario o di un manufatto edile, la cui costruzione è soggetta ad altra e diversa normativa. Occorre permettere l’accesso agli altri congiunti del de cuius perché essi possano esercitare il loro diritto di visitare i resti del defunto per atti rituali e di suffragio. L’affidatario è poi anche sottoposto alle ispezioni e ai controlli di vigilanza da parte del personale comunale (polizia mortuaria, che fa parte della Polizia Locale) all’uopo preposto e risponde penalmente di eventuali profanazioni delle ceneri se tale sacrilegio si dovuto a sua colpa grave o inadempimento.
Qualora, per qualsiasi motivo, l’affidatario o i suoi eredi intendano rinunciare all’affidamento dell’urna, essi sono tenuti a conferirla al Cimitero per la tumulazione o per la deposizione nel Cinerario Comune previa acquisizione dell’autorizzazione al trasporto da parte del Comune nel quale si trova l’urna affidata.
Ciò detto, il socio mi permetterà alcune brevi considerazioni, alla luce dalla mia esperienza. In primo luogo invito chiunque desideri far custodire le proprie ceneri ad un familiare a “tastare il terreno” con il prescelto per la custodia prima di redigere le proprie volontà. Infatti, proprio perché l’affido dell’urna comporta tutti gli oneri sopra elencati, mi pare opportuno verificare che il soggetto selezionato sia d’accordo nell’assumerli e ne abbia, concretamente, la possibilità: la vita odierna porta spesso a lavorare lontano dalla casa avita, non solo in un altro Comune, ma magari in un altro continente e l’urna in detti casi può divenire molto “ingombrante”. Si consideri poi anche che il soggetto designato come affidatario non sarà eterno e quindi dovrà, a sua volta, designare un altro affidatario per il tempo in cui avrà cessato di vivere e così via. Se chiedere alla propria figlia di custodire l’urna nella casa lasciata in eredità ha sicuramente un significato affettivo ben preciso, con il passare delle generazioni tale significato tenderà, inevitabilmente, ad affievolirsi e dunque invito a chiedersi: che valore avrà l’urna delle mie ceneri per i miei bis-bis nipoti? L’argomento è delicato e le norme giuridiche sono senza dubbio insufficienti per la risposta.

4 pensieri su “Le ceneri al cimitero o ai famigliari?

  1. Buongiorno, come socia (ancora in vita) desidero una informazione:Mi sono separata 10 anni fa, dopo 25 anni di matrimonio, me ne sono andata ma…il mio cuore è rimasto lassu’.Parlando coi Figli ho detto Loro ho espresso il desiderio che le mie ceneri vengano liberate nel nostro orticello, proprio dove sono stati sepolti tutti i nostri Animali….la distanza da luoghi pubblici c’è.
    Grazie mille

    • Le ceneri possono essere oggetto di dispersione in natura e questa può avvenire in cimitero o in area extracimiteriale (montagna, laghi, fiumi, mare) secondo quanto previsto dalla normativa vigente. La dispersione delle ceneri in natura al di fuori del cimitero è consentita:
      -in montagna o in altre aree naturali ma a distanza di almeno duecento metri da centri ed insediamenti abitativi;
      -nei laghi ad oltre cento metri dalla riva,
      -nei fiumi, in mare e altri corsi d’acqua nei soli tratti liberi da manufatti e da natanti;
      -in aree private previo consenso del proprietario al quale la legge vieta di percepire alcun compenso per aver concesso la propria approvazione.
      I Soci SOCREM Torino che decidono la destinazione delle proprie ceneri e desiderano garantirsi il rispetto della scelta hanno facoltà di depositare gratuitamente presso l’Associazione una precisa dichiarazione redatta di proprio pugno. La modulistica è disponibile on line nel sito http://www.socremtorino.it alla voce “Essere Soci”.

  2. In merito al diritto dei congiunti di visitare i resti del defunto per atti rituali e di suffragio, come agire quando questo diritto viene negato, in quanto per liti familiari viene negato l’accesso all’abitazione? Esiste inoltre una possibilità di chiedere il trasferimento dell’urna dall’abitazione, dove per molti è difficile visitarla, ad un cimitero dove peraltro c’è una cappella di famiglia, in cui sono conservati i resti dei genitori del defunto? Questo caso riguarda mio fratello,deceduto circa tre anni fa. Nei primi tempi noi fratelli e sorelle non ci siamo sentiti di opporci al desiderio di mia cognata di tenere l’urna presso di sè, e d’altra parte lei non si opponeva alle visite, pur non avendo affatto chiara l’idea del “cimitero domestico”, cioè considerando le visite una sua concessione. Ora le cose sono cambiate e noi (io in particolare) sentiremmo il bisogno , oltre che di non dover chiedere permessi a nessuno per rendere omaggio a mio fratello, anche di sapere che è nella cappella di famiglia, vicino ai suoi genitori, in un luogo pubblico che conserva delle memorie. Far capire questo a mia cognata è impossibile, chiedo quindi come si può fare per via legale, nel modo più indolore possibile.

    • Gentile signora, la questione è molto delicata e richiede di essere trattata con attenzione e competenza. Se lo desidera, può usufruire di un parere legale gratuito presso la nostra Associazione. La consulenza prevede un colloquio con un avvocato civilista esperto in Diritto di famiglia e questioni legate alle problematiche successorie. Il servizio è solo su appuntamento e ha luogo presso la sede sociale della SOCREM in c.so Turati 11/c Torino. Ci contatti!
      Tel. 011 5812 325
      e-mail ufficiocomunicazione@socremtorino.it

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>