L’istanza di cremazione per un congiunto

Risponde l’Avv. Marinella Bosco

“Mio padre in passato aveva espresso verbalmente la volontà di essere cremato. Adesso è molto malato e poiché io sono diventata la sua tutrice legale domando se, a decesso avvenuto, potrò rivolgere per lui istanza di cremazione al Comune di decesso oppure se l’avente titolo sarà invece mia madre e se in quanto moglie di mio padre potrà eventualmente opporsi.”

Occorre in primo luogo precisare che le volontà espresse solo verbalmente nel corso della vita non garantiscono il loro rispetto in quanto possono essere contestate dai parenti superstiti. In tal senso l’iscrizione a una  SOCREM è consigliabile a chiunque voglia esprimere la sua volontà cremazionista in modo chiaro, senza che nessuno dei superstiti possa opporvisi.
La questione posta dalla lettrice è però più complessa perché il padre è in questo momento interdetto e dunque incapace di esprimere la propria volontà.
La Legge prevede che, a tutela di chi si trova in una condizione di abituale infermità di mente, tale da renderlo incapace di provvedere ai propri interessi, venga nominato un tutore che rappresenta il tutelato in tutti gli atti civili e ne amministra i beni. L’ufficio del tutore è gratuito e cessa con la morte del tutelato. Dunque la nostra lettrice, con il decesso del padre perderà automaticamente la sua qualifica di tutrice e non potrà farla valere per rivolgere istanza di cremazione al Comune nel quale avverrà il decesso.
Va precisato che dopo il 27 ottobre 1990, data in cui entrò in vigore il DPR n. 285/90, la volontà del de cujus può essere manifestata dai famigliari, in forza dell’art. 79 comma 2 del DPR 285/90, purché, ovviamente, non vi sia una desiderio contrario espresso e documentato in vita dal defunto. Ciò significa che la nostra lettrice potrà, nella sua qualità di figlia, esprimere la volontà cremazionista paterna rivolgendo istanza di cremazione del cadavere del padre non in qualità di tutrice, bensì nella sua qualità di parente. Tale istanza, però, potrà essere contrastata dalla madre perché lo stesso articolo 79 sopracitato precisa che “la volontà deve essere manifestata dal coniuge e, in difetto, dal parente più prossimo individuato secondo gli articoli 74 e seguenti del codice civile e, nel caso di concorrenza di più parenti nello stesso grado, da tutti gli stessi”. Ciò significa che nel caso della nostra lettrice l’eventuale volontà contraria della vedova impedirà la cremazione, perché la Legge ha espressamente eletto il coniuge quale persona privilegiata per l’espressione della volontà cremazionista in caso di mancanza di documenti scritti.

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